“Un vecchio adagio afferma che quanti sono versati nella pittura vivranno più a lungo, perché la vita creata per mezzo del tocco del pennello rafforza la vita stessa” : nella tradizione dell’antica Cina infatti, l’armonia di un prodotto artistico rispecchia l’armonia universale del Tao (in giapponese Do), supremo e imprescrutabile principio che ha generato il mondo e governa il segreto ritmo della natura. Non è un caso che il tema dominante della grande pittura cinese sia il paesaggio, un paesaggio che è sempre sottilmente realistico e al tempo stesso metaforico. Le figure umane e le opere dell’uomo non distolgono mai lo sguardo dagli elementi centrali del dipinto, una montagna, una cascata, un albero, un bambù o un’orchidea, anzi la loro collocazione stabilisce un clima di corrispondenze simboliche e per analogia rimanda agli equilibri stabiliti dal Tao tra Cielo e Terra, uomo e natura, gravità e leggerezza, pieno e vuoto.In ogni cosa, sia essa un’entità vivente o un’ arte umana, circola il Ch’i ( in giapponese Ki), uno spirito, un respiro, una forza impalpabile: è un concetto che alla sensibilità occidentale può apparire fumoso, fastidiosamente metafisico, ma l’ideogramma Tao ( Do ) significa “la Via”, e una via non è fatta che per essere molto concretamente imboccata e percorsa”

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